martedì 21 aprile 2009

Sirmione. Il PGT nasce zoppo.

articolo pubblicato su Bresciaoggi.it, martedì 21 aprile:

"In discussione questa sera il Piano di governo del territorio, ultimo atto della Giunta Ferrari a meno di due mesi dalle nuove elezioni comunali

Un parcheggio interrato per liberare il lungolago Espansione commerciale al confine con Desenzano
Sirmione: il futuro è scritto nel Piano di governo del territorio.

Oggi alle 16 l’ultimo consiglio comunale dell’èra Ferrari è chiamato ad approvare il piano di governo territoriale che tante polemiche sta sollevando anche in queste ultime ore.
Infatti, è di ieri lo sfogo di Donatella Garlaschi, a capo della civica «Per Sirmione», che si dice «indignata per la mancata consegna ai consiglieri d’opposizione del dischetto informatico che contiene l’intero Pgt da poter consultare, dato che mancano appena 24 ore al consiglio».
Va, però, detto che da tempo sul web del Comune è inserito un link che include l’intera stesura del nuovo piano. Un po’s comodo da consultare, però.
Ed ecco la sostanza del documento, che «disegna» la Sirmione del futuro.
Il piano individua undici progetti di trasformazione e riqualificazione significativi per la penisola. Cominciamo da Villa Arduino e dall’hotel Brunella, nel centro storico. Interessa due aree di grande pregio, oggi in stato d’abbandono. L’obiettivo del piano è «consentire il recupero dei fabbricati esistenti e un loro modesto incremento, a fronte di un ampliamento delle aree pubbliche vicino a piazza Piatti e al promontorio di S. Pietro in Mavino».
Il secondo àmbito è il piazzale Porto e il parcheggio Montebaldo. La proposta è di realizzare un parcheggio interrato con sistemazione di quello esistente, per liberare dalla presenza di auto l’entrata al centro storico, che si intende arricchire con servizi d’accoglienza turistica e altro.
A ovest della penisola è invece previsto un ampliamento dell’area commerciale in parte già esistente al confine con Desenzano. La statale 11, nel suo tracciato «storico», verrà migliorata tanto che, con il tempo, «assumerà sempre più il ruolo di strada urbana a collegamento tra nuclei urbani».
Anche il complesso edilizio del «Kursaal», in piena zona Lugana, è destinato ad una radicale trasformazione per uso residenziale: dagli accordi con i privati il Comune conta di ricavare un bel gruzzolo di soldi e aree per spazi pubblici.
Intervento notevole anche per il lungolago in cui il piano promuove da un lato la protezione degli elementi di pregio ambientale, dall’altro si pone l’obiettivo di favorire la fruizione pubblica del litorale. Infine, il comparto agricolo per il quale verranno promosse azioni di valorizzazione e per l’istituzione di un parco locale sovracomunale. M.TO."

Nell'articolo qui sopra viene dichiarato il falso.
Si scrive che su internet l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione l’intero Piano in formato digitale.
Questo non è corrispondente al vero.

Premetto: il Piano di Governo del Territorio è uno strumento partecipato che, coinvolgendo associazioni e cittadini, indirizzerà ad una nuova pianificazione comunale.
Non più quindi un piano di regole deciso solo dall’amministrazione Comunale, ma un progetto condiviso da tutti gli attori istituzionali, sociali, economici invitati alle consultazioni.
Non solo, Il documento di piano del PGT dev’essere sottoposto a una procedura di analisi preventiva sugli effetti derivanti dall’attuazione degli strumenti di pianificazione, la VAS (Valutazione strategica ambientale), elaborata durante conferenze di verifica e valutazione partecipate, che guiderà le scelte strategiche di intervento per il futuro assetto del territorio comunale.
Il PGT è articolato in tre atti: il documento di piano (elementi conoscitivi e linee di sviluppo), il piano dei servizi e il piano delle regole (per la città costruita, che ha valore prescrittivi e produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli).

Sul portale del Comune di Sirmione, di cui ho riportato un immagine qui sotto, c’è solamente parte del PGT.
Infatti, vengono riportati alcuni documenti riguardo la fase preliminare e conoscitiva del territorio,
alcune cartografie di pessima qualità grafica rendendo impossibile un’attenta analisi delle stesse,
ma mancano parti essenziali del PGT come: il piano delle regole, il piano dei servizi e la relazione sul documento di piano.

In sostanza si è resa pubblica una sommaria idea sulle importanti trasformazioni in progetto,
senza però mettere a conoscenza la cittadinanza quanto e come si andrà a cambiare il territorio sirmionese.

giovedì 16 aprile 2009

Scegliere

Mancano poco più di due mese al rinnovo di gran parte delle Amministrazioni Gardesane.
Volevo, a tal proposito lanciare un appello ai lettori di questo blog.

"Le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità".

Quindi vi chiedo di ascoltare e di confrontare le parole dette in campagna elettorale, con i fatti compiuti nelle precendenti amministrazioni.

Le parole hanno un peso, non lasciamo che termini come ambiente o ecologia rimangano vuoti slogan, ma pretendiamo azioni concrete nei programmi elettorali e scegliamo di conseguenza.


martedì 17 marzo 2009

Presentata la "Carta del lago di Garda"

E’ stata presentata ieri 13 marzo a Torri del Benaco la Carta del Lago di Garda, in conclusione del convegno sul tema “Problematiche ambientali del lago di Garda. A promuoverla l'Assessore alle politiche ambientali Gian Carlo Conta e sottoscritta da Regio

Approfondimenti e proposte di risanamento” promosso dalla Regione Veneto, insieme ad ANSAC (Associazione nazionale per la sorveglianza e il controllo). L’intesa di programma è stata proposta dall’assessore regionale alle Politiche ambientali Gian Carlo Conta, che a nome dei colleghi della Regione Lombardia e della Provincia autonoma di Trento, assenti per problemi istituzionali, ha proceduto alla sottoscrizione dell’accordo di programma.
“Il protocollo che ho condiviso con i colleghi di Lombardia e Trentino è mirato alla soluzione di problematiche ben note – ha affermato l’assessore Gian Carlo Conta -. Serve per il Lago di Garda e per tutti i laghi veneti una legislazione complessiva, sul modello della legge 156/2006 che ho promosso e ottenuto per il Mare Adriatico. Me ne farò carico dalla prossima settimana in Giunta regionale, perché occorre avere un quadro normativo che permetta di sostenere dei piani strutturali a favore dell’ambiente e dell’economia del lago, quanto mai necessaria in questo periodo di crisi. Questa carta è perciò un primo passo importante, per unire le tre province interessate in un percorso integrato di interventi”. L’intesa è finalizzata alla tutela e allo sviluppo del lago di Garda attraverso interventi nei settori ambientale, energetico e turistico, in modo condiviso da parte degli Enti firmatari. A fronte della complessità ambientale ed economica del lago di Garda, l’esigenza di coordinare gli interventi è sempre più urgente: in particolare, l’auspicio del documento è che le tre regioni competenti, Veneto, Lombardia e Trentino, agiscano in modo coordinato a favore del patrimonio ambientale e dello sviluppo sostenibile delle attività produttive.
L’impegno è di ridurre progressivamente delle sostanze potenzialmente pericolose nei cicli produttivi e negli scarichi, la riduzione dei potenziali inquinanti di tipo diffuso, derivanti dal settore agronomico-zootecnico (nitrati e fosforo) nel bacino idrografico afferente al lago di Garda, il collettamento ad idonei impianti di depurazione di tutti gli scarichi idrici civili ed industriali, l’incentivazione della geotermia e del fotovoltaico, la valorizzazione degli aspetti turistici legati al sistema lago ed in particolare al potenziamento delle infrastrutture destinate ai servizi, la Certificazione Ambientale di Area quale strumento di corretta gestione del territorio e di partecipazione condivisa dei cittadini, la creazione di un sistema GIS di acquisizione ed organizzazione dei dati ambientali, turistici ed energetici dell’area, e la predisposizione di un piano di monitoraggio dell’efficacia degli interventi,

tratto da Redazione Gardanotizie.it



sabato 17 gennaio 2009

La salute dei canneti del lago

Convenzione tra Provincia e Comuni rivieraschi . Fiorio: «Così è garantita l’omogeneità di intervento». Controlli sullo stato della vegetazione e sui tagli necessari per tutelarla

Questa mattina, alle 11, in sala conferenze della Caserma Cacciatori di Peschiera, Provincia e Comuni di Bardolino, Castelnuovo, Lazise e Peschiera firmeranno il protocollo d’intesa di quello che è stato «battezzato» come «Progetto unitario di manutenzione e gestione delle aree a canneto». L’accordo assegna alla stazione sperimentale «Eugenio Zilioli» del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) di Sirmione il compito di monitorare la salute dei canneti presenti sulla costa veronese del Lago di Garda e indicare le linee operative con i cui i Comuni provvederanno alla loro pulizia e tagli manutentivi. Per questi interventi i Comuni riceveranno dalla Provincia, per il 2009, un contributo complessivo di 40mila euro. «Credo sia un passaggio molto importante», dice Gianluca Fiorio assessore all’ambiente di Peschiera. «Mi sembra giusto ringraziare la Provincia che è stata l’attore principale attore principale e ha coordinato il progetto. E naturalmente va sottolineata la collaborazione con gli altri Comuni perché ci permette non solo di ottimizzare le risorse ma anche di attuare una stessa linea operativa che mi pare necessaria per poter garantire al meglio la tutela dei canneti ripariali». Questa vegetazione costituisce una delle caratteristiche salienti del paesaggio lacustre tanto da essere uno degli elementi determinanti per l’individuazione dell’area del basso lago come Sito di interesse comunitario (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps). Un ambiente dal delicato equilibrio. Non a caso lo stesso protocollo d’intesa sottolinea il ruolo del canneto «che costituisce una risorsa naturalistica importantissima quale habitat per moltissime specie di uccelli acquatici, sia per la fase di nidificazione e riproduzione, ma anche come area di alimentazione e rifugio». Il documento indica anche il ruolo prioritario del canneto «nell’ottica della valorizzazione ed incremento delle specie di pesci di maggiore valore naturalistico e, nello stesso tempo, di interesse economico». Sino ad ora sulla sponda veronese la manutenzione dei canneti, ovvero i tagli e gli sfalci, sono stati gestiti in modo autonomo dai diversi Comuni preventivamente autorizzati dalla Provincia. L’assessore Fiorio sottolinea anche il ruolo della stazione sperimentale del Cnr che dopo la firma dell’accordo acquisirà tutta la documentazione predisposta sino ad ora dai vari Comuni inerente il progetto manutentivo delle rispettive aree a canneto; dopo di che predisporrà il progetto individuando, tra l’altro, i tempi degli interventi e i criteri di monitoraggio. «Non è da tutti avere così vicina una sede operativa di un ente così prestigioso. È una vera fortuna anche perché sono loro a seguire un analogo progetto già in corso dal 2001 e che riguarda i canneti della sponda bresciana che sono in continuità con la nostra. Niente di meglio, dunque», dice Fiorio, «che ci sia un’omogeneità di progetto e di modo di procedere alla manutenzione che, bisogna ricordare, é indispensabile anche per prevenire implicazioni di carattere igienico-sanitario derivanti dall’accumulo, all’interno dei canneti rivieraschi, di rifiuti piaggiati dalle onde».

G.B tratto da L'Arena

mercoledì 7 gennaio 2009

SIRMIONE. Canneti, confermati i danni.

AMBIENTE. A Sirmione e Desenzano gli episodi, le sanzioni a carico dei responsabili

È allarme per la devastazione dei canneti a Sirmione e Desenzano, parti essenziali di un delicato ecosistema lacuale indispensabile per la fitodepurazione delle acque e per la vita di molte specie ittiche e volatili. In questi giorni si stanno concludendo le verifiche disposte dall’assessore provinciale all’Ambiente Enrico Mattinzoli. I sopralluoghi condotti dai tecnici dell’assessorato, dal comando polizia locale del comune di Sirmione e dal centro di Rilevamento ambientale dello stesso Comune hanno permesso di verificare che nel caso del cantiere di via XXV aprile vi è stata l’effettiva distruzione di buona parte del canneto e sono stati identificati i responsabili; relativamente al canneto in loc. S. Vito, sono in corso una serie di approfondimenti.
Anche la verifica dell’episodio segnalato a Desenzano in località Zattera ha permesso di accertare l’effettivo danneggiamento di parte del canneto, sono in corso le verifiche per risalire ai responsabili. «Sulla base delle previsioni della legge regionale 31 marzo 2008 - spiega ancora l’assessore Mattinzoli - che dispone la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea e che vieta il danneggiamento e la distruzione dei canneti, i responsabili degli illeciti sono puniti con una sanzione amministrativa da 500 a 4.000 euro nonché con le relative sanzioni amministrative e penali nel caso in cui i fatti abbiano comportato anche un illecito in materia di tutela del paesaggio». L’assessorato ricorda anche i contributi recentemente assegnati relativamente agli interventi di gestione, manutenzione e salvaguardia dei canneti (in totale 55mila euro): 27mila euro a Sirmione, 14 mila a Desenzano, 9 mila e 500 euro a Moniga, circa 3mila 800 euro a Padenghe. (P.GO. bresciaoggi.it 3 Gennaio 2009)

MONIGA. Sentenza giudica illegittimi gli hangar

MONIGA. Una controversa vicenda che prende il via ancora nel 2005

Sentenze del Tar: «Illegittimi gli hangar costruiti nel porto»

La Soprintendenza di Brescia l’ha spuntata nel ricorso al Tar contro gli hangar costruiti nel porto di Moniga. Il 31 maggio 2007 il Comune ha autorizzato una società a responsabilità limitata a realizzare dei capannoni interrati, da destinare al rimessaggio di imbarcazioni. Ma due mesi dopo la Soprintendenza ha annullato il provvedimento, sostenendo che l’intervento era già stato eseguito abusivamente, e, di conseguenza, si trattava di una sanatoria illegittima. In novembre il Comune ha così ordinato lo sgombero dei locali, provvedimento poi revocato, in attesa della sentenza ora depositata. La vicenda inizia ancora nel 2005. Dopo l’invio della denuncia di inizio attività per la costruzione degli hangar, l’esperto ambientale del Comune aveva espresso il proprio assenso, prescrivendo di aumentare lo spessore del terreno vegetale al fine di ripiantare le essenze arboree esistenti, e di variare l’altezza per seguire il più possibile l'andamento naturale del terreno. In seguito il municipio chiese ai privati nuovi documenti, tra cui le tavole progettuali aggiornate. I lavori furono eseguiti ugualmente, nel corso del 2006. Il Comune rilasciò una prima autorizzazione il 7 dicembre e un’altra nel maggio del 2007, entrambe annullate dalla Soprintendenza, e oggetto del dibattimento. «Il parere dell’esperto ambientale costituisce un semplice atto istruttorio – dice adesso il Tar, davanti al quale si è costituita anche Italia Nostra - e non una sorta di autorizzazione implicita all’inizio dei lavori». E, per quanto riguarda la sanatoria, bisogna percorrere un cammino differente, acquisendo in via preventiva e vincolante il sì della Soprintendenza, che in tal caso deve entrare nel merito. (S.Z. bresciaoggi.it 04/01/2009)

giovedì 11 dicembre 2008

Balbiana, colline e cementificazione

Domenica 16 Novembre 2008 BRESCIA OGGI

IL TEMA. L’eccessiva cementificazione preoccupa gli ambientalisti del Parco delle Colline e la Soprintendenza. Dal caso Balbiana alle mire dei costruttori
L’accusa: «Qui in tre anni superati i 100 mila metri cubi»


Balbiana è solo la punta di un iceberg di cemento che sta invadendo una zona di grande pregio naturalistico come quella di Manerba. Un giro d’affari, quello urbanistico, che - secondo molti osservatori (sul tema il Garda si è guadagnato recentemente anche un’inchiesta del settimanale "L’Espresso") - richiama sulle sponde del lago oltre ai soliti speculatori, anche l’attenzione della criminalità organizzata.
Secondo le associazioni ambientaliste, i veri problemi stanno a monte. Fra gli altri, la possibilità concessa agli enti locali di coprire le spese correnti con gli oneri dei permessi a costruire.
Tra i casi più recenti registrati a Manerba, c’è la vicenda del sentiero collinare di Balbiana trasformato in una strada battuta da camion e ruspe per raggiungere un albergo in costruzione in vicolo del Poggio. È una delle questioni più clamorose, ma non certo l’unica a mettere in allarme associazioni ambientaliste, Soprintendenza, Prefettura, forze dell’ordine, addirittura la Provincia di Brescia. Tutti in allarme. Secondo fonti vicine al Broletto, l’ex assessore al territorio Aristide Peli avrebbe comunicato in una lettera proprio al comune di Manerba di aver individuato negli strumenti urbanistici adottati dall’amministrazione «almeno 53 anomalie da regolarizzare in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale», il documento che detta le regole della tutela del paesaggio.
«Nel solo comune di Manerba da tre anni a questa parte la cementificazione ha superato i 100 mila metri cubi. Gran parte delle strutture realizzate partono senza autorizzazioni, e senza il parere della Soprintendenza. Poi i lavori vengono sospesi in attesa delle sanatorie che giungono puntualmente» afferma Enzo Bertelli, tecnico della società Gimimex, che ha sollecitato vivamente tutte le istituzioni affinché intervenissero sulla vicenda Balbiana e non solo su quella. Un impegno non scevro da rischi se è vero che Beretelli è già stato oggetto di minacce (una nel bel mezzo del paese).
«Nell’aprile 2008 - dice Bertelli - è stata rilevata nell’area della Balbiana una presenza di mercurio oltre i limiti consentiti dalla legge». Le ordinanze di ripristino ambientale del sentiero emesse nei mesi scorsi da Sovrintendenza e assessorato provinciale all’Ambiente sono sempre state disattese: «Tutta la zona deve tornare com’era - dice Bertelli -. La strada va eliminata».Circa 15 mila metri cubi di terra sono da riportare indietro: «stiamo aspettando le ruspe - prosegue Bertelli - siamo attenti e vigli non ci toccano minacce più o meno velate». Le speculazioni edilizie sembrano di casa nel basso Garda dove, da tempo, le associazioni ambientaliste (come il Comitato per il Parco delle Colline moreniche del Garda) denunciano abusi e irregolarità. Non tutto infatti pare trasparente: in molti comuni «le amministrazioni - dice Bertelli - negano l’accesso alla documentazione anche ai membri dell’opposizione».F.AP.