Convenzione tra Provincia e Comuni rivieraschi . Fiorio: «Così è garantita l’omogeneità di intervento». Controlli sullo stato della vegetazione e sui tagli necessari per tutelarla
Questa mattina, alle 11, in sala conferenze della Caserma Cacciatori di Peschiera, Provincia e Comuni di Bardolino, Castelnuovo, Lazise e Peschiera firmeranno il protocollo d’intesa di quello che è stato «battezzato» come «Progetto unitario di manutenzione e gestione delle aree a canneto». L’accordo assegna alla stazione sperimentale «Eugenio Zilioli» del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) di Sirmione il compito di monitorare la salute dei canneti presenti sulla costa veronese del Lago di Garda e indicare le linee operative con i cui i Comuni provvederanno alla loro pulizia e tagli manutentivi. Per questi interventi i Comuni riceveranno dalla Provincia, per il 2009, un contributo complessivo di 40mila euro. «Credo sia un passaggio molto importante», dice Gianluca Fiorio assessore all’ambiente di Peschiera. «Mi sembra giusto ringraziare la Provincia che è stata l’attore principale attore principale e ha coordinato il progetto. E naturalmente va sottolineata la collaborazione con gli altri Comuni perché ci permette non solo di ottimizzare le risorse ma anche di attuare una stessa linea operativa che mi pare necessaria per poter garantire al meglio la tutela dei canneti ripariali». Questa vegetazione costituisce una delle caratteristiche salienti del paesaggio lacustre tanto da essere uno degli elementi determinanti per l’individuazione dell’area del basso lago come Sito di interesse comunitario (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps). Un ambiente dal delicato equilibrio. Non a caso lo stesso protocollo d’intesa sottolinea il ruolo del canneto «che costituisce una risorsa naturalistica importantissima quale habitat per moltissime specie di uccelli acquatici, sia per la fase di nidificazione e riproduzione, ma anche come area di alimentazione e rifugio». Il documento indica anche il ruolo prioritario del canneto «nell’ottica della valorizzazione ed incremento delle specie di pesci di maggiore valore naturalistico e, nello stesso tempo, di interesse economico». Sino ad ora sulla sponda veronese la manutenzione dei canneti, ovvero i tagli e gli sfalci, sono stati gestiti in modo autonomo dai diversi Comuni preventivamente autorizzati dalla Provincia. L’assessore Fiorio sottolinea anche il ruolo della stazione sperimentale del Cnr che dopo la firma dell’accordo acquisirà tutta la documentazione predisposta sino ad ora dai vari Comuni inerente il progetto manutentivo delle rispettive aree a canneto; dopo di che predisporrà il progetto individuando, tra l’altro, i tempi degli interventi e i criteri di monitoraggio. «Non è da tutti avere così vicina una sede operativa di un ente così prestigioso. È una vera fortuna anche perché sono loro a seguire un analogo progetto già in corso dal 2001 e che riguarda i canneti della sponda bresciana che sono in continuità con la nostra. Niente di meglio, dunque», dice Fiorio, «che ci sia un’omogeneità di progetto e di modo di procedere alla manutenzione che, bisogna ricordare, é indispensabile anche per prevenire implicazioni di carattere igienico-sanitario derivanti dall’accumulo, all’interno dei canneti rivieraschi, di rifiuti piaggiati dalle onde».
G.B tratto da L'Arena
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sabato 17 gennaio 2009
giovedì 11 dicembre 2008
Balbiana, colline e cementificazione
Domenica 16 Novembre 2008 BRESCIA OGGI
IL TEMA. L’eccessiva cementificazione preoccupa gli ambientalisti del Parco delle Colline e la Soprintendenza. Dal caso Balbiana alle mire dei costruttori
L’accusa: «Qui in tre anni superati i 100 mila metri cubi»
Balbiana è solo la punta di un iceberg di cemento che sta invadendo una zona di grande pregio naturalistico come quella di Manerba. Un giro d’affari, quello urbanistico, che - secondo molti osservatori (sul tema il Garda si è guadagnato recentemente anche un’inchiesta del settimanale "L’Espresso") - richiama sulle sponde del lago oltre ai soliti speculatori, anche l’attenzione della criminalità organizzata.
Secondo le associazioni ambientaliste, i veri problemi stanno a monte. Fra gli altri, la possibilità concessa agli enti locali di coprire le spese correnti con gli oneri dei permessi a costruire.
Tra i casi più recenti registrati a Manerba, c’è la vicenda del sentiero collinare di Balbiana trasformato in una strada battuta da camion e ruspe per raggiungere un albergo in costruzione in vicolo del Poggio. È una delle questioni più clamorose, ma non certo l’unica a mettere in allarme associazioni ambientaliste, Soprintendenza, Prefettura, forze dell’ordine, addirittura la Provincia di Brescia. Tutti in allarme. Secondo fonti vicine al Broletto, l’ex assessore al territorio Aristide Peli avrebbe comunicato in una lettera proprio al comune di Manerba di aver individuato negli strumenti urbanistici adottati dall’amministrazione «almeno 53 anomalie da regolarizzare in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale», il documento che detta le regole della tutela del paesaggio.
«Nel solo comune di Manerba da tre anni a questa parte la cementificazione ha superato i 100 mila metri cubi. Gran parte delle strutture realizzate partono senza autorizzazioni, e senza il parere della Soprintendenza. Poi i lavori vengono sospesi in attesa delle sanatorie che giungono puntualmente» afferma Enzo Bertelli, tecnico della società Gimimex, che ha sollecitato vivamente tutte le istituzioni affinché intervenissero sulla vicenda Balbiana e non solo su quella. Un impegno non scevro da rischi se è vero che Beretelli è già stato oggetto di minacce (una nel bel mezzo del paese).
«Nell’aprile 2008 - dice Bertelli - è stata rilevata nell’area della Balbiana una presenza di mercurio oltre i limiti consentiti dalla legge». Le ordinanze di ripristino ambientale del sentiero emesse nei mesi scorsi da Sovrintendenza e assessorato provinciale all’Ambiente sono sempre state disattese: «Tutta la zona deve tornare com’era - dice Bertelli -. La strada va eliminata».Circa 15 mila metri cubi di terra sono da riportare indietro: «stiamo aspettando le ruspe - prosegue Bertelli - siamo attenti e vigli non ci toccano minacce più o meno velate». Le speculazioni edilizie sembrano di casa nel basso Garda dove, da tempo, le associazioni ambientaliste (come il Comitato per il Parco delle Colline moreniche del Garda) denunciano abusi e irregolarità. Non tutto infatti pare trasparente: in molti comuni «le amministrazioni - dice Bertelli - negano l’accesso alla documentazione anche ai membri dell’opposizione».F.AP.
IL TEMA. L’eccessiva cementificazione preoccupa gli ambientalisti del Parco delle Colline e la Soprintendenza. Dal caso Balbiana alle mire dei costruttori
L’accusa: «Qui in tre anni superati i 100 mila metri cubi»
Balbiana è solo la punta di un iceberg di cemento che sta invadendo una zona di grande pregio naturalistico come quella di Manerba. Un giro d’affari, quello urbanistico, che - secondo molti osservatori (sul tema il Garda si è guadagnato recentemente anche un’inchiesta del settimanale "L’Espresso") - richiama sulle sponde del lago oltre ai soliti speculatori, anche l’attenzione della criminalità organizzata.
Secondo le associazioni ambientaliste, i veri problemi stanno a monte. Fra gli altri, la possibilità concessa agli enti locali di coprire le spese correnti con gli oneri dei permessi a costruire.
Tra i casi più recenti registrati a Manerba, c’è la vicenda del sentiero collinare di Balbiana trasformato in una strada battuta da camion e ruspe per raggiungere un albergo in costruzione in vicolo del Poggio. È una delle questioni più clamorose, ma non certo l’unica a mettere in allarme associazioni ambientaliste, Soprintendenza, Prefettura, forze dell’ordine, addirittura la Provincia di Brescia. Tutti in allarme. Secondo fonti vicine al Broletto, l’ex assessore al territorio Aristide Peli avrebbe comunicato in una lettera proprio al comune di Manerba di aver individuato negli strumenti urbanistici adottati dall’amministrazione «almeno 53 anomalie da regolarizzare in contrasto con il Piano territoriale di coordinamento provinciale», il documento che detta le regole della tutela del paesaggio.
«Nel solo comune di Manerba da tre anni a questa parte la cementificazione ha superato i 100 mila metri cubi. Gran parte delle strutture realizzate partono senza autorizzazioni, e senza il parere della Soprintendenza. Poi i lavori vengono sospesi in attesa delle sanatorie che giungono puntualmente» afferma Enzo Bertelli, tecnico della società Gimimex, che ha sollecitato vivamente tutte le istituzioni affinché intervenissero sulla vicenda Balbiana e non solo su quella. Un impegno non scevro da rischi se è vero che Beretelli è già stato oggetto di minacce (una nel bel mezzo del paese).
«Nell’aprile 2008 - dice Bertelli - è stata rilevata nell’area della Balbiana una presenza di mercurio oltre i limiti consentiti dalla legge». Le ordinanze di ripristino ambientale del sentiero emesse nei mesi scorsi da Sovrintendenza e assessorato provinciale all’Ambiente sono sempre state disattese: «Tutta la zona deve tornare com’era - dice Bertelli -. La strada va eliminata».Circa 15 mila metri cubi di terra sono da riportare indietro: «stiamo aspettando le ruspe - prosegue Bertelli - siamo attenti e vigli non ci toccano minacce più o meno velate». Le speculazioni edilizie sembrano di casa nel basso Garda dove, da tempo, le associazioni ambientaliste (come il Comitato per il Parco delle Colline moreniche del Garda) denunciano abusi e irregolarità. Non tutto infatti pare trasparente: in molti comuni «le amministrazioni - dice Bertelli - negano l’accesso alla documentazione anche ai membri dell’opposizione».F.AP.
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