venerdì 3 luglio 2009
Colata di cemento a Desenzano
Non è meglio riempire le centinaia di case sfitte presenti nei Comuni limitrofi?
giovedì 11 giugno 2009
Referendum, i quesiti in pillole
Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Si realizzerà anche in Italia il bipartitismo, così come negli Usa, in Inghilterra, in Francia e in Spagna. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.
Quesito 1: Vedi come cambia la legge (scarica PDF)
Quesito 2: Vedi come cambia la legge (scarica PDF)
QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)
Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elzioni, sia (mediante questa pratica abusata) all'indomani del voto.
Comitato Promotore
venerdì 29 maggio 2009
«Borgo +39»
ATTENDONO risarcimenti i Comuni di Nago Torbole, Riva, Mori, Nomi, Trento, Drò, Cavedine, Campodenno, Ala, Brentonico, Cles, Revò, Mezzolombardo e la Provincia.
venerdì 8 maggio 2009
Bandiere blu: Sirmione bocciata anche stavolta
Oggi milioni di italiani leggeranno su tutti i giornali i nomi delle migliori 113 località balneari italiane, premiate con la Bandiera Blu. Ma nell'elenco il lago di Garda è assente, zero «bandiere». Uno smacco, per il secondo anno consecutivo.
Non si può parlare oggi di una perdita, perché già lo scorso anno la Federazione europea per l'ambiente, la Fee, aveva revocato l'unica bandiera gardesana, quella di Sirmione, che era stata per anni in vetta alla hit parade delle località premiate per la loro qualità di acque, spiagge e servizi legati alla ricettività turistica.
SIRMIONE E LA RIVIERA del Garda insomma sono state cancellate tutto d'un colpo.
Il sindaco Maurizio Ferrari per ora preferisce non commentare la notizia, che certamente è di quelle che lasceranno il segno, dato che gli operatori turistici e la popolazione avevano sempre gradito di poter issare la bandiera blu. Anche se Ferrari per ora non intende parlare, rinviando ogni suo commento a una dichiarazione che farà entro pochi giorni, la ragione principale del mancato arrivo del riconoscimento non va ricercata tanto nella bocciatura del suo litorale, perché dopo tutto le spiagge sirmionesi sono state sempre premiate dall'Asl, quanto nella mancata adesione al bando di concorso.
Sembra che all'origine di tale scelta ci siano motivi di spesa perché i criteri di valutazione, stando al brevissimo commento del sindaco di Sirmione, da quest'anno erano ancora più rigidi degli anni passati ed occorreva, pertanto, mettere mano a nuovi servizi.
TRA L'ALTRO, Sirmione non ha ancora realizzata l'isola ecologica (la sua inaugurazione è prevista per fine mese) e, quindi, non avrebbe potuto in alcun caso chiedere la bandiera blu, che richiede servizi ben precisi anche in tema di trattamento dei rifiuti.
Non appare preoccupata nemmeno la Comunità del Garda che, per voce del suo segretario generale Lucio Ceresa, osserva che «anche se non ci sono sul Garda località con la bandiera europea, la qualità complessiva dell'offerta dei servizi sia nel settore pubblico che in quello privato, resta alta come del resto ha confermato giusto l'altro ieri il presidente dell'Enit Matteo Marzotto, intervenendo a Limone».
Ceresa, inoltre, fa notare che «le 125 spiagge dell'intero bacino del Garda da molti anni, tranne sporadiche eccezioni, sono balneabili».
I criteri imperativi per l'assegnazione della bandiera sono l'assoluta validità delle spiagge, l'efficienza della depurazione delle acque reflue, presenza di aree pedonali e piste ciclabili, e altri parametri.
Maurizio Toscano
mercoledì 6 maggio 2009
Sirmione, niente palme «I pini sono la nostra storia»
SIRMIONE (Brescia) - «Niente palme, Sirmione non è Alassio». Luca Rinaldi, sovrintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Brescia, non ha dubbi: sul lungolago della penisola di Sirmione non c' è posto per le palme. Così i pini di Catullo sono salvi. All' inizio di febbraio l' amministrazione comunale aveva votato una delibera per il maquillage di viale XXV Aprile, il viale che dal castello costeggia il lago fino al centro storico. Al posto dell' ombra garantita dai tipici «cappelli» verdi dei Pinus pinea avrebbero trovato spazio 118 palme (per un costo di 300 mila euro già messi in bilancio). Ma il «niet» della Sovrintendenza è arrivato prima dei giardinieri. «Quei pini sono un patrimonio della città - chiosa Rinaldi, pensando a come sarebbe cambiato il panorama di Sirmione se le palme avessero trovato posto sul lungolago -. Per questa ragione abbiamo bloccato il progetto. L' amministrazione non è stata in grado di motivare le ragioni dell' abbattimento dei pini. Nei prossimi mesi un paesaggista dovrà indicare una soluzione che tenga conto delle nostre osservazioni». Gli interventi programmati dal Comune erano partiti a metà febbraio, con l' abbattimento di tre alberi all' imbocco di viale XXV Aprile. Continua Rinaldi: «I pini sarebbero stati abbattuti non perché malconci o malati, ma solo per rinfrescare il look alla passeggiata. In municipio avevano scelto le palme perché meno dispendiose da curare. Motivazioni troppo generiche per cancellare un pezzo di storia del lago. I nostri tecnici, infatti, hanno trovato immagini del 1950 dove i cappelli verdi erano già rigogliosi». Adesso sarà compito di Darko Pandakovic, architetto paesaggista, trovare una alternativa alle palme, senza prevedere l' abbattimento di nessun albero. I pini marittimi sono stati piantati sulle sponde del lago a metà dello scorso secolo e negli ultimi anni sono diventati il simbolo del Garda assieme a lecci, querce, cipressi e ulivi. «Anche l' occhio vuole la sua parte - conclude il sovrintendente -. I pini garantiscono ombra e, al tempo stesso, appagano la vista. Le palme, invece, sarebbero state una nota stonata. Pandakovic, che ha già studiato l' impatto paesaggistico delle piste di sci del Tonale e Pontedilegno, dovrà valorizzare il lungolago partendo proprio dai pini che dovevano essere abbattuti». Canta vittoria anche il comitato ambientalista che da anni si batteva per la valorizzazione del lungolago di Sirmione e di punta Grò. I volontari, insieme a Italia Nostra, a febbraio aveva puntato il dito contro le palme chiedendo l' intervento della Sovrintendenza. «Fortunatamente - spiega Laura Simeone, portavoce del comitato - ci ha dato ragione. Non solo sono state bocciate le palme, che poco si sarebbero sposate con il lungolago, ma anche i lavori della passeggiata che avrebbe cancellato i canneti di punta Grò. Il lago di Garda è un patrimonio di tutti che non può essere rovinato dalla miopia di pochi...». Giuseppe Spatola
Spatola Giuseppe
Pagina 10
(5 maggio 2009) - Corriere della Sera
martedì 21 aprile 2009
Sirmione. Il PGT nasce zoppo.
"In discussione questa sera il Piano di governo del territorio, ultimo atto della Giunta Ferrari a meno di due mesi dalle nuove elezioni comunali
Un parcheggio interrato per liberare il lungolago Espansione commerciale al confine con Desenzano
Sirmione: il futuro è scritto nel Piano di governo del territorio.
Oggi alle 16 l’ultimo consiglio comunale dell’èra Ferrari è chiamato ad approvare il piano di governo territoriale che tante polemiche sta sollevando anche in queste ultime ore.
Infatti, è di ieri lo sfogo di Donatella Garlaschi, a capo della civica «Per Sirmione», che si dice «indignata per la mancata consegna ai consiglieri d’opposizione del dischetto informatico che contiene l’intero Pgt da poter consultare, dato che mancano appena 24 ore al consiglio».
Va, però, detto che da tempo sul web del Comune è inserito un link che include l’intera stesura del nuovo piano. Un po’s comodo da consultare, però.
Ed ecco la sostanza del documento, che «disegna» la Sirmione del futuro.
Il piano individua undici progetti di trasformazione e riqualificazione significativi per la penisola. Cominciamo da Villa Arduino e dall’hotel Brunella, nel centro storico. Interessa due aree di grande pregio, oggi in stato d’abbandono. L’obiettivo del piano è «consentire il recupero dei fabbricati esistenti e un loro modesto incremento, a fronte di un ampliamento delle aree pubbliche vicino a piazza Piatti e al promontorio di S. Pietro in Mavino».
Il secondo àmbito è il piazzale Porto e il parcheggio Montebaldo. La proposta è di realizzare un parcheggio interrato con sistemazione di quello esistente, per liberare dalla presenza di auto l’entrata al centro storico, che si intende arricchire con servizi d’accoglienza turistica e altro.
A ovest della penisola è invece previsto un ampliamento dell’area commerciale in parte già esistente al confine con Desenzano. La statale 11, nel suo tracciato «storico», verrà migliorata tanto che, con il tempo, «assumerà sempre più il ruolo di strada urbana a collegamento tra nuclei urbani».
Anche il complesso edilizio del «Kursaal», in piena zona Lugana, è destinato ad una radicale trasformazione per uso residenziale: dagli accordi con i privati il Comune conta di ricavare un bel gruzzolo di soldi e aree per spazi pubblici.
Intervento notevole anche per il lungolago in cui il piano promuove da un lato la protezione degli elementi di pregio ambientale, dall’altro si pone l’obiettivo di favorire la fruizione pubblica del litorale. Infine, il comparto agricolo per il quale verranno promosse azioni di valorizzazione e per l’istituzione di un parco locale sovracomunale. M.TO."
Nell'articolo qui sopra viene dichiarato il falso.
Si scrive che su internet l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione l’intero Piano in formato digitale.
Questo non è corrispondente al vero.
Premetto: il Piano di Governo del Territorio è uno strumento partecipato che, coinvolgendo associazioni e cittadini, indirizzerà ad una nuova pianificazione comunale.
Non più quindi un piano di regole deciso solo dall’amministrazione Comunale, ma un progetto condiviso da tutti gli attori istituzionali, sociali, economici invitati alle consultazioni.
Non solo, Il documento di piano del PGT dev’essere sottoposto a una procedura di analisi preventiva sugli effetti derivanti dall’attuazione degli strumenti di pianificazione, la VAS (Valutazione strategica ambientale), elaborata durante conferenze di verifica e valutazione partecipate, che guiderà le scelte strategiche di intervento per il futuro assetto del territorio comunale.
Il PGT è articolato in tre atti: il documento di piano (elementi conoscitivi e linee di sviluppo), il piano dei servizi e il piano delle regole (per la città costruita, che ha valore prescrittivi e produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli).
Sul portale del Comune di Sirmione, di cui ho riportato un immagine qui sotto, c’è solamente parte del PGT.
Infatti, vengono riportati alcuni documenti riguardo la fase preliminare e conoscitiva del territorio,
alcune cartografie di pessima qualità grafica rendendo impossibile un’attenta analisi delle stesse,
ma mancano parti essenziali del PGT come: il piano delle regole, il piano dei servizi e la relazione sul documento di piano.
In sostanza si è resa pubblica una sommaria idea sulle importanti trasformazioni in progetto,
senza però mettere a conoscenza la cittadinanza quanto e come si andrà a cambiare il territorio sirmionese.
giovedì 16 aprile 2009
Scegliere
Volevo, a tal proposito lanciare un appello ai lettori di questo blog.
"Le parole non perderanno mai il loro potere, perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità".
Quindi vi chiedo di ascoltare e di confrontare le parole dette in campagna elettorale, con i fatti compiuti nelle precendenti amministrazioni.
Le parole hanno un peso, non lasciamo che termini come ambiente o ecologia rimangano vuoti slogan, ma pretendiamo azioni concrete nei programmi elettorali e scegliamo di conseguenza.